Pino Banana Savona

L’apoteosi della verdura. Pino Banana a Savona.

Pino Banana Savona
Pino Banana Savona

Chi non conosce davvero la mia terra, dice che la Liguria sia una regione dove l’immobilismo di idee regni sovrano. Chi non conosce davvero la città dove vivo, dice che Savona, città che credo abbia l’età media più alta del mondo, sia la principessa del “nonmuovafoglia”. E, forse, proprio tutti, tutti, tutti i torti non ce li ha chi pensa queste cose. Quindi, resti doppiamente stupito quando, grazie ad un amico che conosce il “sottobosco” (ed è azzeccato come termine) locale, scopri un fruttivendolo che ha avuto un’idea of the Holy Virgin (della Madonna, si capiva). In pratica, lui ha deciso che nella sua bottega, a pranzo e a cena, la gente può mangiare. Eccome se può.

E ha anche stabilito, mica abelinato (poco furbo, si capiva pure questo) Pino, che in ogni piatto in uscita dalla cucina un bel ruolo l’avrebbero avuta verdura e frutta. E che verdura, e che frutta: è chiaro che se vuoi mangiare la zucchina con il fiore a Marzo, la paghi otto euri al chiletto, ma intanto c’è ed è buonerrima. Ah, ed è locale, di Savona.

Poi ci sono anche le fragole dalla Basilicata, le banane da paesi lontani (per ovvi motivi climatici), ma pure tanta bella roba di stagione che tiene botta nelle cassette che restano esposte anche quando i tavolini prendono possesso del negozio.

Entro con il mio amico e l’occhio cade subito sulla lavagna dei piatti del giorno: riso con verdure, involtini, insalatone…insomma, quel che può desiderare chi entra per una pausa pranzo veloce. E lì, da Pino Banana (geniale il nome, per inciso), trovi dall’operaio all’avvocato, dall’infermiere (siamo proprio dietro l’edificio dell’ASL locale) all’ingegnere.

Basta però chiedere cosa ci sia “fuori lavagnetta” per scoprire che arriva il pesce, componente immancabile nella cucina (a vista) di Pino.

Quindi, senza tanti fronzoli, ci si siede, accompagnati dalla simpatia dell’oste fruttato.
La scelta finisce subito in un Palamita crudo (abbattuto e marinato) per entrambi e, a seguire, Polpo al vapore e scottato. Ça va sans dire, tutto ben presentato assieme a verdura e frutta.

Pino Banana Savona
Pino Banana Savona
Pino Banana Savona
Pino Banana Savona

Per quanto riguarda il crudo, porzione da GIGANTI, l’ho divorato con avidità perchè era veramente buono. Eccellente la frutta in accompagnamento (fragole, banane, avocado…stavano tutti da Dio nel piatto), l’insalata faceva il suo mentre, la cipolla era per professionisti: democraticamente, converrebbe una cipollina meno intensa, per non sovrastare la delicatezza del pesce. Pesce, appunto, abbattuto e marinato con sapienza, proposto a dadoni, lasciando quindi un po’ di masticatura che non guasta mai, e connotato da grandissima qualità.

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Pino Banana Savona
Pino Banana Savona

Polpo morbidissimo, molto ben lavorato, porzione più ridotta ma dichiarata (l’abbiamo chiesto noi ugualmente per due, malgrado ci fosse stato detto che era una porzione e mezza in tutto). Verdure al vapore o crude: tra quelle al vapore, nascosta sotto al polpo, fiancheggiata da una ottima patata, stava nascosta una piccola gemma, un gioiello che innalzava splendidamente il piatto ad un livello superiore. Una melanzana perlina. Anzi, una MELANZANA PERLINA: uno degli ortaggi più buoni che si possano assaggiare nella vita. Un piccolo difetto, mi sia concesso (d’altronde, sono Vetriolo): il pomodoro, freschissimo, era ad una temperatura appena troppo bassa, per il piatto.

Per entrambi i piatti, freschezza, qualità, verdure magnifiche (mamma mia quella PERLINA, non me la tolgo dalla testa), pesce ottimo. E condimenti abbondanti. Già, i condimenti… olio ottimo, sale grosso, pepe, un modo di condire che ricorda forse la tradizione più tipica del Sud Italia, piuttosto che un’aderenza totale alla Liguria. Ma per me, questo non è mai uno sbaglio: quando l’olio è buono, elargirlo in buona quantità (non eccessiva, comunque, ben gestita) è un valore aggiunto, non un difetto.

In ultimo, il vino: abbiamo bevuto due bicchieri di Ribolla Gialla Volpe Pasini del 2017 (non me ne sono innamorato, lo ammetto, un po’ troppo morbido per i miei gusti, ma di beva facile, per un pranzo che non doveva essere impegnativo, ci stava). Essendoci poi persi in chiacchere, Pino non li ha addebitati su un conto onestissimo di 30 € a testa, ma ho visto a quanto propone questo vino e anche sul ricarico (legittimo in un locale, ma che non deve mai essere eccessivo o mi offendo proprio) gioca una partita veramente equa (complimenti!).

Pino Banana Savona
Pino Banana Savona

Quindi, bravo Pino Banana. Ci vedremo SENZA DUBBIO diverse altre volte.

Pino Banana
Via Torquato Tasso, 25r
Savona SV
Tel. 339 829 4449

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