Bieca imitazione di Spaghetti con Alici fresche alla Bacco (oste in Savona). Da godere.

Spaghetti con alici fresche - imitazione di Bacco a Savona
Spaghetti con alici fresche – imitazione di Bacco a Savona

Ingredienti per 2 mangioni
Spaghettoni Monograno Felicetti 200 g.
Alici fresche (liguri) 100 g.
sugo di datterini freschi 300 g
Olio Evo di quello buono q.b.
Uva passa di Corinto 1 pugno
Pan grattato 1 pugno
Aneto q.b.
Sale q.b.
Pepe q.b.

Preparazione
Iniziamo con il dire una cosa: io adoro questo primo che viene proposto abitualmente da un ristorante di Savona (Bacco, appunto). Mi piace la commistione di sapori e quindi, umilmente, ho provato a replicare a casa, cercando di avvicinarmi il più possibile al risultato, usando tanti bei prodotti freschi. Alici prese al mercato civico, pomodorini freschi, uva passa di Corinto cercata in lungo e in largo e poi finalmente trovata (ha un botto di proprietà benefiche, leggete qui), insomma..mi son dato da fare.
Con le preparazioni, possiamo dedicarci al sugo di datterini. Lo abbiamo già fatto, anche assieme (vedi qui), quindi non lo rispiego, però  un pochino prima della fine della cottura dobbiamo fare alcune operazioni: 1) mettiamo su l’acqua salata per gli spaghettoni, 2) mettiamo in ammollo in acqua tiepida l’uva passa di Corinto, 3) buttiamo gli spaghettoni, non appena l’acqua bolle, 4) tostate il pan grattato in una padella ben calda, aggiungendo un filo d’olio extravergine di quello buono, ormai lo sapete.

Quando arriviamo a quattro minuti dalla cottura ultimata degli spaghettoni, aggiungiamo al sugo di datterini un goccino di acqua di cottura (un cucchiaio o due al massimo…se aveste del brodo di pesce, fatto con lische e scarti vari, andrebbe benissimo) e le alici fresche, eviscerate e deliscate, senza testolina e, grazie a un minimo di voglia di sbattervi, anche senza la coda.
Scolate gli spaghettoni un minuto prima della loro cottura ottimale e scaraventateli nel sugo, ultimando la cottura degli stessi direttamente nella padella, aggiungendo acqua di cottura (ne basterà poca) e assaggiando (non serviva dirlo, vero?).
Aggiungete l’uva passa, proprio dieci secondi prima di togliere il tutto dal fuoco.

Direttamente sul piatto, una bella presina di aneto sminuzzato darà il tocco conclusivo al bouquet di sapori che vi troverete tra le fauci, e il pan grattato completerà l’insieme di consistenze.
Godete.
E commentate, pigroni.

P.S.: ammetto una colpa imperdonabile. Io metto il Parmigiano Grattato su qualsiasi primo, senza distinzioni. E, si, lo metto anche qui. Quando li mangio dall’oste che li ha ideati, vengo deriso senza pietà. Sopravvivo e lascio che le mie papille gustative godano duro.

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